Biografie

Laura Panno

Nata nel 1954 a Montebelluna, in provincia di Treviso. Di origine veneta, vive e lavora a Milano. Diplomatasi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, si trasferisce nel 1979 a Milano, dove, l'anno seguente, presenta la sua prima personale alla Galleria Naviglio. Da allora si sono succedute molte altre personali (ricordiamo, fra le più recenti, quella alla Garner Tullis Gallery di New York e quella milanese alla Fondazione Mudima) e numerose collettive, tra le quali la Biennale di Venezia del 1980, le Biennali d'Arte di Milano nel 1987 e nel 1993, le Triennali dell'Incisione a Milano nel 1991 e nel 1994. Attualmente Laura Panno risiede a Milano dove coniuga la sua personale ricerca artistica con l'insegnamento di Incisione all'Accademia di Belle Arti di Brera.

Dopo il Liceo Artistico si è diplomata in pittura all'Accademia di Belle Arti a Venezia, nel 1976; ha proseguito gli studi in Arte Astratta all'Accademia di Salisburgo con Mario De Luigi e si è iscritta all'Accademia di Belle Arti a Brera, dove era docente di Grafica e Tecniche dell'Incisione. Invitata dal critico Tommaso Trini, ha partecipato ad Aperto 82 alla Biennale di Venezia dove ha esposto pittura tridimensionale, corpi nudi, dipinti e modellate con rete metallica

Si dedica tuttora alla pittura, alla scultura e alla grafica. A New York ha prodotto una serie di lavori ad encausto con l'editore Garner Tullis, dando vita al volume Tauriform (ed.Skira), corredato dallo storico, critico John Yau. Ha esposto a New York, Madrid, Milano e in spazi museali dell'Andalusia; a Parigi e Barbizon, in Francia
Pur senza abbandonare le molteplici forme espressive che caratterizzano la sua produzione artistica, prosegue la ricerca con il vetro a Murano. Da sempre appassionata dei media fotografici, espone per la prima volta le sue fotografie alla galleria Fotografia Italiana Arte Contemporanea, Saint Tropez
La personale, curata da Fabio Castelli, è correlata dal libro Corpus (ed. Skira) e dalla presentazione del prof. Carlo Bertelli.

Corpus è legato al "Corpo", tema da sempre esplorato dall'artista, e alla rete della camera della morte

Mediterraneo è il testo di Carlo Bertelli, che analizza l'opera sempre nata a contatto con la luce e le trasparenze dell'acqua.

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